La Pecora Nera APS

Cultural mediation and social inclusion

Tanya

Quando propongo a Vanessa dei nuovi argomenti, alle volte lei si preoccupa di dirmi che la sua situazione è abbastanza inusuale e quindi non sa quanto possa essere d’interesse per altre persone trans o meno.

Ho una vecchia amica inglese (la chiamerò Tanya) che abita in Francia. Non la vedo da anni prima della sua transizione. (leggi tutto cliccando qui)Dopo molto tempo che non la sentivo già più, è stata proprio sua moglie, che non avevo mai conosciuto dal vivo, a contattarmi via Facebook. Ho scambiato un paio di email con Tanya, dopodichè con lei non ci siamo più scritte e invece continuavo ad interagire via Facebook ogni tanto con sua moglie. Poi, di punto in bianco, dopo mesi che non la leggevo più, sua moglie dice che Evie si è fatta le tette ed inizia a stare meglio.

[Per accompagnare questo articolo visto che non posso postare e non ho foto di Tanya, aggiungo delle foto della mia famiglia del periodo in cui, secondo i miei calcoli, lei stava transizionando. Noi vivevamo a Cambridge, Inghilterra, mentre Tanya viveva già in Francia da un pezzo. Mi domando se la condivisione di foto di famiglia come questa la spingessero a pensare che non l’avrei potuta comprendere.]


Ero abituato alla … mancanza di delicatezza di sua moglie (la quale faceva troppo spesso una cosa che nessuno dovrebbe mai fare, e cioè scrivere sui social quando si è ubriachi), ma ovviamente come ricevi una tale notizia?

Considerate che Tanya era parte di un piccolissimo gruppetto di amici, quando eravamo all’Università, con cui passavamo notte e giorno – letteralmente, perchè passavamo spesso notti e giorni a fare campagne di D&D, a parlare di filosofia, a giare pe Londra, ad andare idiscoteca… ore ed ore ed ore a parlare, filosofeggiare, ad aiutarci sull’orlo del baratro. Insomma, Tanya ed io, eravamo amiche. Io non ho l’abitudine a tenere i contatti ad ogni costo: se ho qualcosa da dire a te nello specifico te lo dico, altrimenti con i miei amici possono passare molti mesi e anni senza parlarci, ma senza che questo cpomporti il minimo attenuamento del nostro sentimento di amicizia. 

Scoprire improvvisamente che Tanya si sentisse donna al punto da inziare una transizione anche fisica (e ascoltando Vanessa, capiamo quanto tempo bisogna aspettare e quanta cura bisogna avere prima di decidere di transizionare anche medicalmente), mi ha fatto capire che lei non mi ritenesse amica abbastanza di poter confidare in me e poter chiedere il mio sostegno.

Questo ovviamente non mi fece stare male per me, mi fece stare male per lei: ha sempre avuto pochissimi amici, e dai “racconti” della moglie sapevo che non ne avevano certo coltivati di nuovi: erano isolate, vivevano solo loro in una casone freddo senza riscaldamento, con un vecchio cane e parecchi gatti.

Anni dopo che sua moglie mi ha contattata, sempre sua moglie mi ha contattato nuovamente via Facebook con poche parole, tra cui che Tanya stava bene. Ho poi notato che anche Tanya era di nuovo su Facebook e quindi l’ho aggiunta come amica, e le ho scritto. Non mi ha risposto, ma ho acquistato il suo libro, e quando lei ha chiesto parere ai suoi (meno di dieci) amici su Facebook, le ho detto che avrei voluto aiutarla.

Tanya infatti ha appena perso il lavoro (la sua agenzia di traduzione è fallita e quindi erano improvvisamente ancora più overe di prima). Essendo anch’io un’ex traduttrice ho cercato di invitarla ainstaurare un dialogo con me, le ho mandato i link alla nostra associazione, e ad agenzie che magari avrebbero potuto dare lavoro. Ma fino ad ora, ancora nulla.

Tanti pensieri: cosa fa una donna trans, in un paese straniero di cui parla poco o niente la lingua (lei è madrelingua inglese ed è anche laureata in tedesco), che beve troppo, che già era timida fino all’inverosimile prima, figuriamoci adesso come sarà, che è di sentimento profondamento anti-capitalista a trovare un lavoro per sostenere sè stessa e sua moglie e i suoi animali?

E io, vi chiederete a questo punto, non potrei farmi gli affari miei? 
Beh per esperienza vi dico, no. Cerca sempre di contattare il tuo amico o la tua amica se pensi che sia in difficoltà.  Ci sono molti motivi per cui potrebbe non star rispondendo, la depressione, l’isolamente cronico, il sentirsi tagliato fuori dal mondo, possono influire molto sl perchè non ti contattano.
Che cosa perdi? Che a un certo punto ti possono dire guarda, non ho interese a continuare la nostra conoscenza, lasciami stare.

Io per ora non mollo. Tanya è lontana Ma se tu mi leggi e ti senti isolata, esci e parlaci. Scrivi a me, scrivi a Vanessa. Non isolarti. C’è sempre una via ma se stiamo troppo soli e troppo isolati, ci chiudiamo, e non vediamo che il buio.

 

en_GBEnglish