La Pecora Nera APS

Mediazione Interculturale e Promozione Sociale

Breve intervista di Valentina Sarno de La Pecora Nera APS ad Andrea Margheriti, artista visivo Leccese e socio dell’associazione, sulla partecipazione al Finissage della mostra “The Diary of a Dreamer” con il suo lavoro “Osamodas” durante la Giornata Mondiale della Donna dell’8 marzo e la sua visita all’apertura della mostra il 24 febbraio per conto de La Pecora Nera APS di Lecce.

Cliccate qui per un bellissimo filmato che esprime il contesto della mostra.

Valentina Sarno:
Kohlene era “madrina” della mostra: ti sono piaciuti i suoi quadri e le sue tematiche? Hai scelto una foto per il finissage: perché hai scelto proprio quella per quel particolare evento? La tua scelta è stata ispirata da una delle artiste dell’evento, da Kohlene, o da cosa?

Qui vediamo la brevissima intervista con la pittrice, di cui potete visitare il sito cliccando qui, con sottotitoli in italiano e inglese.

Andrea Margheriti:
Come ha spiegato lei stessa, le opere sono state realizzate in Svizzera, anche se lei è di origine americana. Spiega personalmente che il suo approccio sulla tematica dell’eros la trascina verso una scia spirituale che ben si amalgama con il suo libro in cui descrive le 12 facce dell’eros.

Valentina Sarno:
Parlami della foto che hai presentato durante il Finissage, “Osamodas stampa Fujifilm con cornice del 2005”. Ma anche, se possibile, del ruolo che hanno le donne nelle tue fotografie. Personalmente, l’impressione che ho delle donne che ritrai è di grande forza, grande rispetto tuo nei confronti della prorompente forza femminile.

“Osamodas stampa Fujifilm con cornice del 2005”

Anche se ci sono nudi, non ho mai avuto l’impressione che la donna fosse oggetto nelle tue foto, al contrario: hanno totale dominanza e si prendono l’attenzione con sfrontata affermazione del loro essere. Ti ritrovi con questa sensazione?

Andrea Margheriti:
La foto che ho scelto per il finissage era riferita all’eros perché l’immagine che ho proposto dal titolo “Osamodas stampa Fujifilm con cornice del 2005” fa riferimento ad un atto sessuale che non per forza si accetta benevolmente. La donna ritratta ha i pugni protesi verso sé stessa, volti a placare un sentimento erotico e a respingerlo di conseguenza, tanto da diventare un atto quasi sadomaso.

Il ruolo che hanno le donne nei miei lavori spesso rappresentano personaggi di carattere e personalità delle sognatrici, a volte ribelli ma sempre consapevoli di loro stesse e della loro femminilità. Non ritraggo solo donne ovviamente, avevo composto una serie di opere che purtroppo sono andate perse dal titolo “HUMAN NATURE” dove i protagonisti erano i corpi nudi di uomini belli e definiti.

 Valentina Sarno:
Vediamo vari esempi delle tue foto nel tuo libro, recentemente pubblicato: “Nessuna possibilità di varcare le soglie della mia percezione!” di cui abbiamo parlato qui nella nostra rivista e che è acquistabile su Amazon a questo indirizzo. Le chiamerei quasi un punk gentile: punk perché c’è disubbidienza, il non volersi conformare, adeguare, il non voler sottostare. Si sente forza e coraggio di esprimersi nelle tue foto, ma allo stesso tempo non è mai volgare, non è mai come si dice in inglese “in your face”, cioè, sbattuto in faccia a chi guarda, e in questo si discosta dal punk tradizionale.

Quando guardiamo le foto, si percepisce che ci dovrebbe essere della rabbia, ma non si sente, si sente invece solo un fortissimo desiderio di esserci, di esistere, di essere visti, ma senza violenza, senza furore.

Sempre che ti ritrovi in questa impressione, la rabbia, se c’è, a cosa è rivolta?

Andrea Margheriti:
Mi piace l’idea di definirmi punk, d’altronde ho vissuto gli anni novanta dove la maggior parte delle cose succedevano nei centri sociali e la musica punk imperversava, ma anche lo stile di vita lo era.

Certamente nel mio lavoro c’è molto dell’epoca vissuta quando come oggi eravamo una generazione zeta, allora però più che generazione zeta eravamo figli della musica che ascoltavamo e che ha contribuito a ispirare i miei lavori e il mio libro. Mi riferisco ai Placebo, i Nirvana, i Sex Pistols e in Italia avevamo i CCCP, i Marlene Kuntz, i Subsonica, i Bluvertigo e via discorrendo.

Valentina Sarno:
Com’è stato partecipare a questa mostra? La mostra parla di visuali “immaginifiche”, ma tu hai scelto di intervistare Kohlene Hendrickson che parla dell’Eros.

Andrea Margheriti tra gli artisti locali al Finissage dell’8 marzo

Andrea Margheriti:
Partecipare ad un evento è sempre emozionante quando poi ti interfacci con artisti provenienti dall’estero senti di più il senso di globalizzazione, artisticamente parlando.

 Valentina Sarno:
Quello che colgo è un affascinante contrasto tra la posa e l’elemento del bondage, rappresentativo di una condizione di legame, ma al contempo di potere. La donna ritratta emana una forza prorompente, sia nell’ambito dell’Eros che dell’erotismo, manifestando una consapevolezza del proprio dominio, nonostante sia legata.

L’erotismo di questa foto risiede nella sua chiara dimostrazione di potere femminile, evidente anche senza dover vedere gli occhi della donna: sembra spingere con determinazione per liberarsi dagli schemi convenzionali, lasciandoti quasi col fiato sospeso, consapevole che riuscirà a emergere con forza.

Andrea Margheriti presenterà alcune delle sue opere e il suo recente libro alle Manifatture Knos il 30 marzo 2024.

Locandina Presentazione Libro Andrea Margheriti

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